Normalità
È che su questo scrittoio
abbandonato a se stesso
s’accumula ormai la polvere
ed i versi fremono
languendo in un forzato riposo.
Una piuma d’oca grida
il suo dolore
sporgendo una lingua
incrostata di nero.
Il ritorno è vicino
e le rondini si preparano
ad accogliere una primavera
su d’un arido inverno costruita.
Io – misero mortale –
la mia ora attendo
i miei scarni rami al cielo
protendendo.
E tutto sembra
alla normalità tornare
a spinger come vento
quando da nord- est torna a soffiare ...
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Commenti (1)
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Berta Biagini4 aprile 2016
E’ proprio birichino quel vento facendosi attendere così tanto - lui, padrone del cielo fa e disfà, stargli dietro diventa alquanto faticoso, in particolare quando il tempo sembra aver messo i pattini.

