Ode al piede
Rosetta Sacchi
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Il tuo piede è uno zoccolo
sonante che tuona sull’asfalto
è il cesello d'un'orma silenziosa
che esplora l'oscurità
il tuo piede riempie la crepa
scansa la ghiaia
è porpora sulle spine
ala di gabbiano a sfiorare la riva
è calore che alla terra si fonde
e s'espande e si leva
Amo il tuo piede, quel tuo piede
vigoroso, saldo al suolo,
àncora nel mare
remo che agita una pozza d'acqua
il tuo piede che corre
- in bilico al confine -
a interrogare la notte
carezzando la scia
d'una stella remota,
il tuo piede che l'abisso cancella
in equilibrio sul filo
Amo il tuo piede, quel tuo piede
sulla soglia, che del sogno è scrittura
e che il peso sopporta, tutto il peso ...
dell’anima e del corpo
sotto il giorno che muore
diluito all'orizzonte...
Il tuo piede abile e accorto,
il tuo piede di luce
sulle ombre di pece
che sazia la sabbia,
riscalda gl'inverni
fredda gli stolti... pensieri
- scostanti -
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
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Pagu5 aprile 2016
Uno spunto molto particolare in un lavoro che ho apprezzato per le immagini descritte e per le dense emozioni provate. La poetessa ci regala sempre opere ispirate e degne di nota, che piacciono e sorprendono. Ottimo davvero.

