Nel silenzio quei gemiti

Immaginare l’universo sulla pelle,
in una notte dove il futuro echeggia
il desiderio appagato d’una lingua
che ha cercato il sapore di te.
Gli sterili sogni, ora, partoriscono
l’estasi nel profumo di grano
mietuto sul ventre che geme
sotto le mani tremanti.
-Una mietitura perfetta su quel campo-
E quel nettare dolce, e la paura bruciata,
e l’amore che scorre in parole, e gli sguardi,
e poi l’arsura chetata, e il deserto fiorito.
Rimanere lì un attimo, e poi scendere a batterlo,
il possente che brucia nelle arterie vibrate
dalla musica, e il canto d’una voce che sale
dai giardini protetti, che hanno serbato l’onore
di quell’uomo che adesso mi fa eroe in assetto,
su quel corpo diletto che conserva purezza.
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L'autore
Merlino
Commenti (2)
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Pagu7 aprile 2016
Una profonda sensualità che rapisce e incanta. Il poeta ci regala la descrizione di attimi di piacere, dove il calore dell'amore ci porta in paradisi che sembravano perduti. Un lavoro molto sentito e poetico. Complimenti all'autore.
Paola Riccio7 aprile 2016
Bellissima cifra stilistica quell'e, e, e ripetuto ci avvolge ci porta nel mondo del poeta. Incantata.


