La bevuta

Manna giù n’artro bicchiere
e richiama er cameriere,
er cammino der destino
non lo cancella co sto vino,
barcollando esce fora
la pietà non lo sfiora.
Piove sotto la luna
je compagna la sfortuna,
pensa a quanno l’ha incontrata
lei, fanciulla disperata,
pe n’amore maledetto
de n’infame giovinetto.
L’ascortava con amore
pe levaje via er dolore,
adorava l’occhi sua belli
luccicanti come gioielli,
luce pe l’anima sua spenta
ner vedella contenta.
Se incontro je veniva
era l’angelo che j’appariva,
poi n’furmine è arivato n’giorno
l’amore de lei ha fatto ritorno,
da la vita je l’ha strappata
e la disperazione è arivata.
Tutto j’aveva dato
l’animo s’era consumato,
de ritornà l’ha scongiurata
ma sta’ pena fu ignorata,
pe lei non era stato niente
solo un attimo conveniente.
Troppa la tristezza che l’abbraccia
le lagrime je scorono su la faccia,
de paura non ce n’ha nessuna
dar ponte sur fiume, se butta sotto la luna.
Nella notte dannata è l’anima
scivola nell'acqua na vita anonima.
©
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