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Impressioni 7 aprile 2016 · lettura 3 min · 1370 letture

Dietro le quinte di un grande dolore

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Papà è andato in cielo, vero mamma? E quando torna? Deve lavorare?” Le chiese il bimbo che ignorava il dramma dell’incidente avvenuto in mare! La donna pur depressa e in pieno lutto, guardò il bambino con amor materno, seppure con il cuore assai distrutto, cercò di dialogare in modo alterno: “Domani viene qui la cuginetta con zia Susanna, a farci compagnia, ve ne starete insieme in cameretta giocando con la massima allegria”. ... Il giorno dopo venne sua sorella insieme alla sua splendida bambina, Fiorella, tutto pepe e molto bella, stringendo al petto la sua bambolina. Le due sorelle andarono in salotto per rimembrar l’orribile sciagura, la vedova, col pianto più dirotto, spiegava tutto in preda alla paura: ... “Il piccolo giocava sulla riva del mare, quando a un tratto è scivolato, un’onda l’ha portato alla deriva ..., allora mio marito si è tuffato ... cercando di raggiungerlo al più presto, a furia di bracciate l’ha raggiunto, ...però è stato un esito funesto: ...nel ritornare a riva è sopraggiunto un grave infarto, da bloccare il petto ..., ...m’ha consegnato il bimbo nelle braccia e s’è accasciato! ... Tragico il verdetto: ...la morte si leggeva sulla faccia! Adesso non so come andare avanti, abbiamo ancora il mutuo da pagare, Francesco, i suoi risparmi, tutti quanti, l’aveva dati in conto per bloccare l’acquisto della casa. Il direttore del suo ufficio già sta provvedendo per farmi avere, dentro poche ore, la sua liquidazione e il dividendo di certe azioni dell’azienda stessa. I suoi colleghi han fatto una colletta, le amiche m’hanno fatto una promessa di sostenermi e pure Elisabetta la mamma di Francesco, premurosa, telefona ogni ora e mi ha giurato che mi sarà vicina in ogni cosa e ciò mi rende l’animo pacato. Ma c’è una cosa che mi fa paura, ed al pensiero il cuor mi batte forte, perché rivedo sempre la sciagura ... non so accettare ancora la sua morte! ...Rivedo il mio Francesco sulla sabbia, supino, senza un sintomo di vita, mi sento inerme, provo tanta rabbia e resto ogniqualvolta inorridita! Amavo così tanto mio marito, perch’era sempre tenero e sincero, dal primo giorno non mi ha mai mentito, mi confidava tutto, ogni pensiero! Adesso il bimbo dorme nel mio letto, per compensare in parte il gran dolore, Francesco mi donava tanto affetto, mi regalava i palpiti d’amore. Adesso non so più che cosa fare, mi sento sola, sono disperata, pensava a tutto lui, a lavorare ed ogni pena, la più complicata, la risolveva senza batter ciglio ed ero lieta della sua presenza. Quel giorno è morto per salvar suo figlio lasciandomi un’enorme sofferenza! ...Rivedo gli anni del fidanzamento, ...quel giorno in chiesa con la fede al dito, ...le gite, ... adesso vivo nel tormento e dentro casa ... chiamo mio marito! ” Scoppiò in pianto in braccio alla sorella che la sostenne in vari cedimenti. ...Frattanto il bimbo, insieme con Fiorella, ...giocavano tranquilli e sorridenti! .
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Una sciagura come tante e come tante si guarda solo al lato esteriore della vicenda, ma ciò che concerne il dramma è il dolore che resta chiuso in casa, dove le persone colpite sono scioccate e non riescono ad andare avanti. Qui la consorte affranta dal dolore si sfoga in braccio alla sorella per riuscire a trovare un pizzico di conforto familiare. Il dolor lo sente chi si toglie il dente! NB.: I personaggi e la vicenda della suesposta lirica sono immaginari, pertanto ogni riferimento a persone o cose, deve ritenersi del tutto casuale.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (2)

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Sara Acireale7 aprile 2016

Quando, prematuramente, si perde il compagno tenero e affettuoso una donna sente un dolore immenso che niente e nessuno può colmare. Soltanto il tempo potrà mitigare (in parte) questa grande sofferenza. Poeta realista e molto espressivo, il dolore si sente, è palpabile... Apprezzata

Un proverbio toscano sagacemente afferma: "L'unico dolore davvero sopportabile è quello degli altri", a ben indicare quanta ipocrisia si nasconda, talvolta malamente, dietro messaggi di cordoglio, frasi fatte e facce da circostanza, maschere di cartapesta indossate per cilché innanzi alla tragedia di un lutto toccato in sorte al prossimo. Questa lirica sensibile, sincera e genuina rende bene lo sconforto di chi prematuramente perde un congiunto, le apprensioni e le difficoltà quotidiane di chi resta solo dopo il naufragio a fronteggiare il silenzio del dopo. Con i migliori auspici all'Autore.