La chiave della felicità

M’ è sempre piaciuto, fin da piccola, leggere più che scrivere. Ho passato buona parte della mia vita ad insegnare nelle Scuole Elementari in vari comuni della provincia di Salerno e Napoli. Attualmente sono in pensione. Solo in tarda età, per caso, mi sorpresi a scarabocchiare versi, mentre ascoltavo una lezione di te
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Deliziosa ed istruttiva nella sua semplicità, questa favoletta in poesia mi ha fatto ricordare un episodio accaduto in seno alla mia famiglia. Il mio cugino più vecchio, ora ottantenne (il primo figlio della sorella maggiore di mio padre), frequentando, da giovane, la buona società napoletana, si era fatto un amico alquanto benestante, e forse nobile (la nobiltà non scarseggiava a Napoli!) . Un giorno l'invitò a casa sua, nella sua (e mia) cittadina. Mia zia, per un complesso di inferiorità che (ingiustamente) i provinciali hanno nei confronti dei cittadini, si scusò di potergli offrire solo un piatto di pasta e fagioli: il signorino, che non l'aveva mai mangiato, lo trovò eccezionale, e approfittò di altre occasioni per gustarne ancora!
È una filastrocca molto carina. La Poetessa ha preso spunto da una mia favola "La Principessa triste" per scrivere questi versi deliziosi, adatti ai bambini ma anche... ai grandi. La chiave della felicità si trova nelle cose semplici della vita... Poesia apprezzata per contenuto e forma
Un testo fiabesco e molto divertente. Una poesia- filastrocca che fa bene al cuore.


