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Riflessioni 8 aprile 2016 · lettura 1 min · 1532 letture

Buona notte dolce principe

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Orazio che ore sono... ti prego infermiere dimmi che ore sono! Devo correr a teatro... presto! Questa sera debutto. Ma come faccio? Non ricordo... no, non il copione, non ricordo la strada per giunger al loggione! Maledetta memoria insana, maledetto questo letto che ancor puzza di sudore. Perché Dio hai con me così infierito, perché il mio pubblico m'ha abbandonato? -"Essere o non essere"-... recito sottovoce, ripasso il canto che mi diede gloria con le mani che ormai s'atteggiano ad asciutte immagini di morte, Ma il cuor possiede ancora sette battiti! Oh quanto rammento il profumo del palco, quell'essenza gusto legno che lasciò nella mia vita il calco, e il buio e la luce, l'infinita musica e il sipario immenso... Apriti armonioso una volta ancora rallegra il mio sentire con l'ultimo loro applauso. Allora, che ore sono mio caro Orazio, dimmi... -"Buona notte, dolce principe. E voli d'angelo t'accompagnino cantando al tuo riposo"-
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«C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro. -Denis Diderot- A tutti gli anziani dimenticati in qualche casa di riposo... (Foto da web - L'ultima frase è tratta dal finale dell'Amleto di Shakespeare.)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (5)

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Ventola raffaele8 aprile 2016

Poesia sentita che racconta di un argomento molto triste, le case di cura vengono spesso alla ribalta per i maltrattamenti che queste persone subiscono senza potersi difendere. Ma la vera tristezza forse è nella vita di chi li offende!!! Bellissimo lavoro complimenti.

Claretta Frau8 aprile 2016

Grande riflessione, se vero che i giovani saranno il futuro, i vecchi sono la memoria e meritano tutto il nostro rispetto e le nostre amorevoli attenzioni.

Pagu8 aprile 2016

Una poesia che mette in evidenza uno degli aspetti più crudeli della nostra società.L'assistenza ai bisognosi, agli anziani è un grande problema e orrendo è il mercato che c'è dietro a questa casista. Il poeta ci regala un lavoro diretto, incisivo, che scuote e fa pensare. Ammirevole è lo stile, così pacato e amichevole, perché si sa che le verità non vanno mai urlate. Complimenti per tutto... un grande momento di poesia.

carla composto8 aprile 2016

sentimento allo stato puro una dedica dolcissima ai tanti che non ricordano o meglio che non vengono ricordati, abbandonati ...un lavoro struggente bella la lirica, bella la citazione di Diderot e la chiusa con la splendida frase di Shakespeare... dopo la sua morte, Orazio ad Amleto... plauso e stima

Melina Licata9 aprile 2016

Un tema molto crudo, quello degli anziani dimenticati e spesso abbandonati nelle case di riposo, che diventano tutto il loro mondo... Un mondo spesso fuori dalla realtà... Versi molto profondi e belli anche nella loro drammaticità, che l'Autore a trattato con delicatezza e maestria!