Come il silenzio

Niente, ha più da dare il giorno
di pallido velo, ora veste
un dialogo, muto, di terra e mare
E scava, questo silenzioso oblio
il limite e la coscienza,
la misura che fallisce,
in ciò che non perdura
L'angelo non ha più ali, e nei suoi stracci
egli cammina, inconsapevole
dove l'acqua ha già scavato il fiume
e nel suo letto profondo, ora annega
Niente ha più da dire il giorno,
la lancetta cade e non si quieta
s'immola di un pensiero amato,
un figlio informe e quieto,
lo chiama amore, o figlio della sorte
e la spada è arrugginita, a nulla serve
come la sorte, passa e nulla dice
come la morte, come il silenzio.
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano8 aprile 2016
Molto triste, ma bellissima. S denotano illusioni e disillusioni. Testo ben fatto.
