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Impressioni 9 aprile 2016 · lettura 1 min · 2005 letture

Poeti senza penna

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Chissà quanti poeti ci saranno, quante poetesse in giro per il mondo, che al contrario di noi però non sanno o non vogliono usare la scrittura. Percorrono esistenza tanto dura dando parole di conforto a tutti, con un’arte più nobile, più pura di quella che noi usiamo sulla carta. Vien da pensare ch’ogni volta parta dai loro cuori un lampo di dolcezza, quando sovente vita altrui s’incarta in meandri che sembran senza uscita. Vincere fanno spesso la partita, questi angeli poeti senza penna, o pareggiarla, e non è sbiadita quella loro poesia soltanto orale.
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Talvolta invidio quasi quei "poeti senza penna" . Penso che essi abbiano una marcia in più rispetto a me: non stanno ore ed ore da soli a ideare, a scrivere e a limare una poesia che, sì, eventualmente in seguito potrà anche avere qualche effetto sui lettori, ma applicano immediatamente e oralmente le loro capacità di interagire, a fin di bene possibilmente, con gli altri. Del resto, mi risulta che, da Platone (che pare diffondesse solo a voce i suoi insegnamenti più raffinati) a Freud (per il quale, pur avendo scritto moltissimi testi, la cura era efficace solo attraverso la comunicazione orale con il paziente; ricordo, ad esempio, che Pier Paolo Pasolini era interessato alla psicoanalisi, ma pretendeva, senza ottenere naturalmente alcun risultato, di giungere alla guarigione semplicemente leggendone i testi) l'oralità è stata sempre privilegiata. Noi, poeti o scrittori con la penna, siamo forse soltanto un surrogato della vera umanità, di quell'umanità che non ha bisogno di protesi per apportare benefici a tanti suoi componenti.9 luglio 2016
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Giovanni Ghione9 aprile 2016

La poesia fa parte dell'anima pertanto ciascuno a modo suo può essere poeta. L'importante è che qualcuno sappia raccogliere registrando scrivendo e catalogando la trasmissione orale in modo che questa preziosa conoscenza non vada dispersa. Il Bravo Poeta ci fa riflettere su queste incisive considerazioni.

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Dorella Dignola10 aprile 2016

Contenuto molto interessante e geniale. Molto piacevoli le quartine legate dalla rima. Complimenti

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sergio garbellini12 aprile 2016

Una lirica lontana dagli schemi usuali con i quali si servono i poeti per elaborare le loro liriche, in questa, molto originale, c'è la mano dell'artista che si insinua nei meandri della riflessione per portare in campo un tema diverso. Versi alquanto particolareggiati e ricchi di intensità poetica laddove persone dedite al bene umanitario non si avvalgono della penna per esporre i propri pensieri, ma agiscono nell'ombra per una iniziativa umana. Bravo il poeta ad esprimere concetti di assoluto interesse generale, complimenti.