Mistero di donna che non esiste
Quante volte non sono riuscito,
quante sono scappato
levigato da pensieri timidi.
Spezzate parole e masticate
in inchiostro dolceamaro sotto i denti,
sputato su fogli che ho letto solo.
Solo d'impressioni - meglio solo -
a scrivere di creature e differenze
geometriche come tele di ragno.
Parole con cui le avrei stupite
divenute silloge e melodia,
da rileggere per scoprire e non capire.
Rileggo adesso, ruga dopo ruga,
sapendo di non aver compreso
il mistero di donna che non esiste.
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Commenti (1)
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picciro9 aprile 2016
Una profonda presa di coscienza, scendendo nei meandri dell'anima per riscoprire, quello che magari s'è sempre sospettato: l'incapacità di narrarsi per via d'una timidezza che fa arrancare finendo per non dirsi... autenticamente, finendo anche per comprendere che dentro forse si ha un mito che, nello scorrere del tempo, rivela tutta la sua incomprensione... quello della donna che non esiste e vive solo nell'immaginario. Versi ben composti, i miei complimenti all'autore.
