E tu cerchi i suoi colori tra le pieghe
Giorgia Spurio
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Impercettibile il respiro
delle rane sugli alberi,
delle rondini che camminano
lente sul grigio,
e le formiche lungo
la televisione che urla.
È così adorabile
come la nostalgia,
una bambina con la veste
bianca e troppo lunga,
e le caviglie bianche
e le dita piccole.
E le altre bambine
pallide...
È come la mano
con mille tentacoli,
la pigna che rotola giù,
come la perdita
e il senso di vuoto
quando si sviene,
come quella mano
nel petto
e penetra e scava.
Il cuore lì,
tra i suoi occhi
e le sue lacrime spente,
pulsa.
E le rane...
Le rane mi guardano
tra le pieghe
e la pietra dell’occhio.
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Giorgia Spurio
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