Liberazione

Un letto, disfatto il piacere
tenuto tra le gambe oltre il delirio
d’un disperato amore che tradito
urla. Il silenzio deprime le colline
che furono un tempo rigogliose e raggianti.
Piene, di parti abortiti come vomitate parole
illuse. Dai pianti di bimbi raccolsi quel bene
e le risa riempirono le navate, dove i fiori
attendono spose, a sfinire i colori e profumi ferali.
E le mani, sempre le mani a toccare le nuvole,
e quei cieli cobalto ed il sole che scotta e che ascolto,
nel calore del vento che ricorda le nevi
di quel tempo confuso.
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L'autore
Merlino
Commenti (2)
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Pagu12 aprile 2016
Quanta assurda confusione esiste in un mondo che falso appare, privo di verità e di reali emozioni. Il poeta ci regala una riflessione acuta e sincera che non posso che apprezzare e condividere. Assai profondo il testo di questa poesia che appare anche carico di significato ottimamente espresso. Un lavoro molto bello.
Paola Riccio12 aprile 2016
Davvero bellissimo questo testo, una serie di immagini forti, quasi urlate, il mondo è falso, il poeta lo colora con la sua immaginazione.


