Le Valchirie
Massimiliano Zaino
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Hèriann! Hèriann! Le tue fanciulle indòssano
i recònditi bronzi di Erda, Dea
di queste terre fondatrice e madre.
Hanno divelto i rami de' i fràssini,
e ne hanno fatto lance, e hanno colato
il cupo sangue del rame al tramonto
risplendente nel Reno.
Hèriann! La prole feconda di guerra
le falbe nubi cavalca de' il cielo,
Òskmejar, Figlie tue adottive. Erda! Erda!
Selvagge chiome nel vento di Notte,
esse vèstono i velli delle lupe
delle montagne, inesoràbil Donne
dell'ùltimo Destino
che, ivi intessendo alle ombre di Ygdrasìl,
le Norne ordìscono. Ahi, le eterne streghe
alle quali Erda ha rivelato il Fato
di ogni vivente, ella pur stabilendo
il Tempo degli Dei.
Ma su' uno scoglio del tènero Reno
pensa Brunnìlde,
il canto ella udendo di Lorelei:
eppur mi sfugge un Eterno più dolce
della perennità di ogni Destino,
incògnito, un perenne Ignoto più
immenso dell'eccelso Wòtan, sommi
àttimi eterni che sfùggono a questi
Dei; e lo ascolto nei Canti della Ninfa
del sacro Fiume. E è un lamento di Amore,
un Sogno duraturo, primigenio
più di quanto ne sia Erda primigenia.
Padre Hèriann, mi hai nascosto forse l'èsserci
di un vero, ùnico Dio?
E le Valchirie rìdono. Non sèntono
nient'altro che la guerra, e nulla spene.
Oh padre Hèriann! Brunnìlde la Regina
è soltanto una pazza.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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