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Riflessioni 14 aprile 2016 · lettura 1 min · 1239 letture

Chi è il poeta?

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rob ponzani 206 poesie pubblicate
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Chi è il poeta? Un essere strano? Capelli arruffati e alito insano? I poeti mi han detto che son maledetti mutande non linde e privi di affetti Parlano soli e sguardo nel vuoto osservano cose che per altri è ignoto Non danno il buongiorno, sortiscono al buio quattro parole son per loro un tripudio Son alti, son magri e allampanati se son grassi spesso sudati Hanno sovente il calzino abbassato a mò di postura da rilassato Non portano scarpe uguali a noialtri che tipi strani i poeti dagli altri? Hanno giacchette dai colori strani piene di penne come artigiani Tirano fuori fogli sgualciti spesso appiattiti e anche aggrinziti Scrivono strani come dottori vocaboli e frasi non pensando ai lettori Pensa il poeta al suo lettore? Mai e giammai sarà un seduttore Il poeta è avaro, tirato e tirchio un grande bugiardo un grande pinocchio ...non c’è poesia senza bugia!!
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la domanda da porci è " ci sono più poeti maledetti?" in questo mondo globale, pianificato, emulativo, standardizzato. Chissà? Serviranno ancora i Poeti a risvegliare l’anima della gente? Spero proprio di si! In un mondo privo di anima, di umanità. Un mondo contenitore dove il ciarlatano di turno introduce le mani per " impastare " l’umanità a suo piacimento.13 ottobre 2021
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rob ponzani
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Commenti (3)

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Antonio Terracciano14 aprile 2016

C'è molta verità, anche se sopraffatta da un'esagerazione un po' rabelaisiana, in questa poesia. Non ci si mette a fare i poeti per caso (soprattutto quando non si è più giovani), ma perché esiste sempre un pizzico di (positiva) anormalità, qualche granello di (innocua) deviazione dal pensiero comune: sono requisiti che fanno nascere la passione per quest'arte (e forse per tutte le arti) . Attraverso una volutamente esagerata (lo si è già detto) elencazione di alcuni frequenti tic dei poeti, l'autore rende un utile servizio ai lettori che intendono approfondire il funzionamento della psiche di costoro.

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Stello15 aprile 2016

Pur rispettando le idee del poeta, scusa non era un'offesa, non condivido le molte estremizzazioni. Penso che i poeti, almeno quelli che hanno fatto grande la poesia, meritino un'attenzione diversa. Per me, se poeta mi posso chiamare, va bene questa descrizione di allampanato e fuori dal tempo solo che cerco di curarmi di più. Ma come burla è ok.

Cristiano De Marchi16 aprile 2016

Una riflessione interessante, che deve essere letta in chiave intima e profonda... In questo caso non è l'abito che fa il monaco... ma chi nel suo pensiero non è così come l'autore descrive? Certo non il poeta improvvisato, e nemmeno l'artista "inventato"... Il poeta è altro, il poeta è la sua poesia, il poeta scrive prima per se stesso... e poi forse ancora per se. Il poeta è sicuramente un foglio stropicciato sul quale trovate scritta la sua vita... Bugie comprese!