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Riflessioni 14 aprile 2016 · lettura 1 min · 893 letture

Il De Profundis del vento

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Si resta ancora, come in Germinal, sepolti vivi laggiù in miniera, o dispersi nella morsa del marmo senza il tempo di un commiato e il conforto di una preghiera. Sembra una storia in bianco e nero, d'altri tempi, che lascia l'amaro in bocca, quando la notte l'ora più sola rintocca. Una storia di fatica, oggi come ieri, alla luce della lanterna e acetilene a narrare le fatiche secolari di generazioni, umiliazioni, diritti negati, scioperi, rivendicazioni, soprusi e infinite pene. Il risveglio degli operai, ben prima dell'alba, nel cuore della notte, le ossa per la fatica dolenti e rotte. Resta lo sguardo triste e silente delle stelle, il De Profundis del vento, quando si muore ancora per lavoro come nell'Ottocento.
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A Carrara, a seguito di un crollo in una cava di marmo, due operai travolti sono rimasti uccisi. Stavano lavorando, quando una frana staccatasi dal costone li ha investiti e trascinati per una trentina di metri. Non vogliamo più piangere morti vittime d'incidenti sul lavoro.

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alias Marina Pacifici
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