Il De Profundis del vento
alias Marina Pacifici
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Si resta ancora, come in Germinal,
sepolti vivi laggiù in miniera,
o dispersi nella morsa del marmo
senza il tempo di un commiato
e il conforto di una preghiera.
Sembra una storia in bianco e nero,
d'altri tempi,
che lascia l'amaro in bocca,
quando la notte
l'ora più sola rintocca.
Una storia di fatica, oggi come ieri,
alla luce della lanterna e acetilene
a narrare le fatiche secolari di generazioni,
umiliazioni, diritti negati,
scioperi, rivendicazioni,
soprusi e infinite pene.
Il risveglio degli operai,
ben prima dell'alba,
nel cuore della notte,
le ossa per la fatica dolenti e rotte.
Resta lo sguardo triste e silente delle stelle,
il De Profundis del vento,
quando si muore ancora per lavoro
come nell'Ottocento.
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