Nei vicoli barocchi
Amalia sta alla finestra
con un geranio carminio sangue
sulle labbra,
e si flagella il seno
con una collana di perle smaltate.
Il suo uomo, ha varcato le sbarre
per aver spento il suo orgoglio
di rango
nel mellifluo sangue della faida
Intanto i marinai, si radunano nervosi
Sulle navi a rada nella baia,
per sciamare al suono della conchiglia
come formiche alate
tra i vicoli barocchi.
Per venirti a cercare,
sotto le lenzuola
recandoti in dono uno scialle di seta
e ascoltare i tuoi sogni di bambina senza miele,
che muta racconti di grandezza
nella bocca di marinai senza allori.
Sei lo specchio della baccante
coronata di pampini e vite
che purifica il suo corpo
nell’acqua di un bacile smaltato
cosparso di petali di rosa.
Sei il respiro dell’anima
che tiene ancora in vita
il cuore spezzato della tristezza
che ti dà le sue ali
per volare nel giardino dell’uomo,
dove fruttifica il fiore del peccato
per dissetarlo d’amore,
con le labbra bagnate del pianto.
©
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