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Introspezione 15 aprile 2016 · lettura 1 min · 2594 letture

I fiori si vestono di luce

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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L’incertezza ristagna nel mondo. Il vento furioso seppellisce i ricordi, nasconde i pensieri. Alla fine del giorno un’ombra appare, sorride in modo bieco poi viene inghiottita dal nulla. Giovani tralci si frantumano querce si piegano al malefico soffio d’una violenta bufera ma i fiori si vestono di luce come gemme s’aprono al sole cantano l’inno alla natura
#Sole#Natura#Luce#Giorno#Ricordo
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C'è molta incertezza nel mondo, tutto appare poco limpido. Giovani tralci si frantumano e il cuore soffre. Nonostante tutto c'è ancora una speranza se i fiori si vestono ancora di luce e cantano un inno alle meraviglie della natura15 luglio 2016
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (16)

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Rosita Bottigliero15 aprile 2016

Bellissima metafora del vivere. ...nonostante ci sia una tempesta che percuote e molesta... la vita si genera e rigenera nella luce del sole. Bellissima

Anna Di Principe15 aprile 2016

La natura nel suo germoglio primaverile viene sferzata da un furioso vento tempestoso e nonostante tanta violenza i fiori nascono per vedere la luce... una pregevole metafora dell 'esistenza umana amara e senza comprensione dove gli ultimi vengono inghiottiti dal nulla, ma anche per questi inermi esseri umani arriverà la serenità e la dovuta dignità. Puntuale e abile la Poetessa che crea nei versi di notevole caratura un'importante simbiosi tra la natura e l'uomo ...lirica densa, che concretizza un impatto emotivo - intellettivo di proficua vis creativa. Complimenti!

Luciano Capaldo15 aprile 2016

Una metafora meravigliosa e vera. Nella vita guerra, soppressione e morte ma poi ancora vita e vita e vita. Un ciclo descritto con cura, sensibilità cristiana. Molto apprezzata.

Giovanni Ghione15 aprile 2016

Quattro eleganti terzine in cui si descrive l'incertezza della vita e i danni provocati dalla violenta bufera ecco che alla fine torna la speranza la gioia di vivere attraverso i fiori. Un inno che fa risorgere attraverso una appropriata riflessione la vita.

Umberto De Vita16 aprile 2016

Poesia metaforicamente valida e interessante. Ovviamente il corso della vita si rigenera continuamente in bene o in male. Speriamo sempre in bene. Ottimo testo.

Michelangelo La Rocca16 aprile 2016

Elegante, poetica, profonda metafora sulla vita dei nostri tempi. Mesi bui, tempestosi, esposti alle bufere di vento. E come non crederci, basti pensare all'esodo biblico dei profughi, alle guerre in ogni angolo del mondo, ai muri alzati, ai ponti crollati. Ma quando tutto sembra irrimediabilmente perduto e senza speranza ecco i fiori vestirsi di luce, aprirsi come gemme al sole e si sente la melodia dolce ed invincibile dell'inno alla natura, dell'inno alla vita, alla nostra vita che risorge sempre dalle sue ceneri, è più forte delle sue stesse disgrazie: ha voglia di vivere, ancora e, forse, per sempre! Poesia molto bella e molto apprezzata. Complimenti all'Autrice!!!

Donato Leo16 aprile 2016

Per fortuna che i fiori riescono a sopravvivere dopo tante sferzate di vento, emanando luce e profumo per continuare la sopravvivenza. Molto bella questa metafora, riferita all'esistenza dell'umanità.

picciro16 aprile 2016

Nulla potrà mai fermare l'ineluttabile vita della natura, che mai nessun vento di disperazione, nessuna incertezza, potrà mai sradicare e tutto continuerà a rifiorire, come il seme della speranza che non si esaurirà mai! Complimenti alla poetessa per questa bella combinazione di versi armoniosi e musicale!

Pagu17 aprile 2016

Ci sarà sempre un po' di luce per illuminare la nostra esistenza troppo spesso contaminata dalle ombre e dal male. La poetessa ci regala un lavoro delicato, ma molto espressivo. È assai facile capire che dietro questo testo tanto ispirato c'è una persona dalla grande sensibilità che sa descrivere la vita, sia nella gioia che nel dolore. Ottima prova.

Alberto De Matteis17 aprile 2016

Con terzine eleganti e schema libero, l'Autrice fa un'attenta e profonda riflessione sulla esistenza umana, soprattutto quella attuale. Nonostante le intemperie e le continue bufere ci sono sempre quei germogli che danno vita e tanta serenità. Proprio come questa bella lirica piena di luce ed ottimismo.

Angela Schembri18 aprile 2016

Una dolce lirica i cui versi inneggiano alla natura che, sempre benevola, porge al cielo rami ricoperti da splendide gemme che il sole, con orgoglio, accarezza, sicuro che essi doneranno gioia, colore e fantastica visione al mondo intero, nonostante le bruttezze e disgrazie causate, ahimè, dall'essere umano. Pregiata lirica tutta da meditare dall'inizio sino alla chiusa, emblema di speranza. Lasciamoci in eredità un mondo bello da vivere, da far meravigliare i nostri figli e chiunque avrà la fortuna di farne parte. Complimenti!

carla composto18 aprile 2016

una bellissima metafora che con sersi prezioni ci porta a riflessione... nomostante i tempi correnti che non promettono bene ci sarà sempre una natura che con le sue bellezze ci regaler una luce positiva ...intensae bella lirica elogio sincero

Maria Assunta Maglio19 aprile 2016

Poetica e fluidi versi, apprezzata metafora della vita. Sonno e risveglio, buio e luce. Basta un raggio a dare speranza e gioia. Profondo pensiero che porta a riflettere."

rita iacobone20 aprile 2016

Noi uomini che siamo la Natura assieme al suo regno seguiamo la rinascita della bella stagione che ci fà rifiorire il cuore, godere dei sorrisi luminosi come il sole che con dolcezza risveglia tutto ciò che l'Inverno aveva assopito e spento, come il dolore dentro noi...

Giovanni Chianese23 aprile 2016

Una lirica stupenda sull’onnipotente natura ci emoziona regalandoci versi di notevole sensibilità. Nell’alternarsi dei suoi mutamenti, la natura, deturpata dalle azioni distruttive, avverte l’incertezza della rinascita per le future generazioni. Da subito bisogna agire con coscienza per limitarle i danni. Ogni anno si ripetono cataclismi sul territorio, per le tante nefandezze umane. Intanto nell’incertezza che ristagna, come dice l’autrice, essa continua a renderci felici regalandoci smaglianti colori. Sorge spontaneo il chiedersi fino a quando questo Patrimonio, indispensabile alla vita per ogni essere vivente, potrà sopravvivere alle continue ferite infertole.

rosanna gazzaniga24 aprile 2016

Tra l'indifferenza che si insinua lieve ma che indebolisce la nostra sensibilità, ancora riceviamo doni da una natura che soffre... la terra è una madre troppo generosa e come tutte le madri contestata dalla ribellione assurda dei figli. Stupenda e profonda metafora! .