Epifania di un varco
E' la piena di rovi, una strettoia
senza erbe e riparo, inestricabile regno di ragni
dove prima, sottile, di polvere solo qualcosa.
Annunciate, che mi rinfranca,
una talea per questa pianta e per il melograno
una margotta, il violazzurro del rosmarino
la fragranza e ai passi un'altra via ed il cessare del freddo
ché troppo si ripete la distanza
se tra cespugli, pietrischi e vento
l'epifania di un varco, tarda.
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Commenti (3)
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zani carlo18 aprile 2016
Un'amara riflessione in versi di esperienze dolorose?!...costretti a quel passaggio dilaniante ...e si chiede a forza quei colori che mancano... e manca quella epifania che annuncia la nascita di una speranza.
Berta Biagini18 aprile 2016
Il dolore mette sempre lo zampino dappertutto, ma noi guardiamo una volta ogni tanto di fargli lo sgambetto, forse prenderà un’altra strada e noi avremo più ossigeno per andare avanti.
rosanna gazzaniga24 aprile 2016
A volte ritarda quell'ambito varco di luce, utile a farci sostare su una strada piena di germogli e tecniche sperimentate di resurrezioni... sottile stupenda amarezza.


