L'amor fugace
Tempesta porti nelle notti serene,
col tuo vento a dimenar i corpi,
mettendo in fuga i pensieri,
pellegrini senza meta di quell'attimo,
lasciando gelida al mattino la mano,
stringer della lama il corpo assente,
sul campo di battaglia ormai vuoto,
a nulla servono le lacrime,
versate ora su lenzuola sporche,
dove prima c'era la tua gloria,
or desolazione resta.
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