E t’amo, in mille forme t’amo
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Tra le acque fluttuano i miei sensi
onde mi plasmano sinuose
onde cercano i pendii
e il suono del silenzio
amalgama i pensieri
e l’eco di sillabe confuse
si perpetua nell’amore
che mi sfiora
m’attraversa
si posa
Tra i cieli si smarriscono i pensieri
e l’anima tra mille arcobaleni,
m’incanto m’illudo forse spero
in un incognito futuro che si palesi a breve
dentro attimi lieti e d’euforia
Fuoco m’invade, le gote mi colora
nell’impeto che sale e mi solleva il petto
come vela che lievita nel vento
Una carezza è petalo del tuo giardino
che giunge nella brezza e che profuma
delle tue mani e di quel tepore
che mi scalda mi placa e m’addormenta
Mi sovviene un ricordo, uno fra tanti
che vive d’aria e il fuoco non divora
e si centuplica dentro fantasie
ad inventare favole, l’attimo appena
che chiudo gli occhi e vedo te soltanto
Astratto avverto il mio sentire
la mente quasi duole a ogni pensiero
che a terra mi conduce e spezza il volo
anche alla più timida speranza
Terra
che amo ad ogni passo
che sfioro nel silenzio della pena
per non averti, come vorrei... accanto
che prendo tra le mani e in un grumo
spargo nell’aria lentamente
perché il vento ti rechi col suo profumo
l’odore del mio corpo nel suo mutare,
ad una lacrima un sorriso
un brivido improvviso o al calore che si propaga
quando i baci sciolgono le bocche
e si mesce l’umore delle lingue
Sei acqua che gl’incavi raggiunge
e scivolando scava tra i miei solchi
Sei aria che mi trattiene e libera
oltre i grigi cumuli nel cielo
Sei fuoco che mi lava e che s’espande
m’accoglie e si diffonde,
oltre il tangibile... nell’anima
Sei terra che mi nutre generosa
e dà vigore nuovo alle radici
perché gli occhi conservino la luce
ad ogni alba, che sia scura o radiosa
E t’amo, in mille forme t’amo
e in tutti gli elementi della natura
- visibili e invisibili ad un tempo -
giacché l’amore è dal principio vita
e della vita tu sei la Quintessenza
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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