Il bullismo è violenza psicologica
Marisa non voleva andare a scuola,
perché non si sentiva rispettata,
nessuno le diceva una parola
gentile e si sentiva denigrata,
perch’era grassa e non acconsenziente
ai “giochi” degli amici al gabinetto,
sentiva di star male in quell’ambiente!
La notte ci soffriva dentro il letto
ed al mattino senza alcuna fretta
col cuore tremolante di paura
tornava in quella classe maledetta
che le infondeva un senso di tortura.
Così, pian piano, dentro alla sua mente
covava il desiderio di morire,
ad ogni grave insulto, puntualmente
non si sentiva in grado di subire
le risa esilaranti dei compagni
di classe che gridando in sintonia
cercavano di spingerla nei bagni,
ma lei, di fronte a quella tirannia
fuggiva dalla scuola e ne andava
al parco comunale per sbollire
la rabbia ed ogni volta incrementava
il triste desiderio di morire!
Con lei non c’era mai nessun amico.
Il mondo ... era stupido e brutale!
La scuola? ... Il più terribile nemico!
Di fronte a tutto ciò è naturale
che il proprio stato d’animo cedeva,
il cuore le scoppiava dentro il petto,
la mente ribolliva e si perdeva
nel dèdalo pauroso del progetto
in fondo al quale c’era l’intenzione
di porre fine a quella amara vita!
Per giorni e giorni in piena tentazione
di dare un taglio e ... farla finita!
A letto, ancora sveglia, quel mattino
decise di affrontare il grande passo,
s’alzò decisa, scrisse un bigliettino
e, lentamente, senza fare chiasso
aprì l’imposta, sporse il corpo avanti
e rapida volò dal terzo piano!
Il tonfo fu violento, in pochi istanti
la vita ... apparteneva al gesto insano!
Un cane, nel giardino del vicino,
incominciò ad abbaiar costante,
qualcuno s’affacciò e repentino
s’accorse di quel corpo sanguinante,
chiamò in tutta fretta l’ambulanza
e scese a controllar la ragazzina
che respirava ..., c’era una speranza!
...I genitori stavano in cucina,
...udirono le grida della gente
e corsero a guardare giù di sotto,
vedendo la figliola sofferente
la madre svenne, il padre venne indotto
a star sull’ambulanza con la figlia,
...ossigeno, punture, ogni energia
fu spesa in quel confuso parapiglia,
a causa della grave emorragia!
...Tre mesi d’ospedale e la ragazza
riprese a camminar con le stampelle,
si presentò in classe ... paonazza
e disse: “Ho rischiato la mia pelle!
E’ colpa vostra se mi son ridotta
in questo stato in seguito alle offese,
la vostra infame e stupida condotta
ha ucciso le mie fragili difese!
E tutto questo grazie a voi “amici”
che non avete un filo di coscienza!
Vi sentirete certo assai felici
d’avermi rovinato l’esistenza! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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