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Ribellione 22 aprile 2016 · lettura 3 min · 1231 letture

Il bullismo è violenza psicologica

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Marisa non voleva andare a scuola, perché non si sentiva rispettata, nessuno le diceva una parola gentile e si sentiva denigrata, perch’era grassa e non acconsenziente ai “giochi” degli amici al gabinetto, sentiva di star male in quell’ambiente! La notte ci soffriva dentro il letto ed al mattino senza alcuna fretta col cuore tremolante di paura tornava in quella classe maledetta che le infondeva un senso di tortura. Così, pian piano, dentro alla sua mente covava il desiderio di morire, ad ogni grave insulto, puntualmente non si sentiva in grado di subire le risa esilaranti dei compagni di classe che gridando in sintonia cercavano di spingerla nei bagni, ma lei, di fronte a quella tirannia fuggiva dalla scuola e ne andava al parco comunale per sbollire la rabbia ed ogni volta incrementava il triste desiderio di morire! Con lei non c’era mai nessun amico. Il mondo ... era stupido e brutale! La scuola? ... Il più terribile nemico! Di fronte a tutto ciò è naturale che il proprio stato d’animo cedeva, il cuore le scoppiava dentro il petto, la mente ribolliva e si perdeva nel dèdalo pauroso del progetto in fondo al quale c’era l’intenzione di porre fine a quella amara vita! Per giorni e giorni in piena tentazione di dare un taglio e ... farla finita! A letto, ancora sveglia, quel mattino decise di affrontare il grande passo, s’alzò decisa, scrisse un bigliettino e, lentamente, senza fare chiasso aprì l’imposta, sporse il corpo avanti e rapida volò dal terzo piano! Il tonfo fu violento, in pochi istanti la vita ... apparteneva al gesto insano! Un cane, nel giardino del vicino, incominciò ad abbaiar costante, qualcuno s’affacciò e repentino s’accorse di quel corpo sanguinante, chiamò in tutta fretta l’ambulanza e scese a controllar la ragazzina che respirava ..., c’era una speranza! ...I genitori stavano in cucina, ...udirono le grida della gente e corsero a guardare giù di sotto, vedendo la figliola sofferente la madre svenne, il padre venne indotto a star sull’ambulanza con la figlia, ...ossigeno, punture, ogni energia fu spesa in quel confuso parapiglia, a causa della grave emorragia! ...Tre mesi d’ospedale e la ragazza riprese a camminar con le stampelle, si presentò in classe ... paonazza e disse: “Ho rischiato la mia pelle! E’ colpa vostra se mi son ridotta in questo stato in seguito alle offese, la vostra infame e stupida condotta ha ucciso le mie fragili difese! E tutto questo grazie a voi “amici” che non avete un filo di coscienza! Vi sentirete certo assai felici d’avermi rovinato l’esistenza! ” .
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Il carattere delle persone varia dall'uno all'altro, e spesso non si percepisce quando una persona in quella circostanza ci soffre sino a chiudersi in se stessa al limite della sofferenza umana. Questa è una vicenda narrata in poesia per scuotere la coscienza di coloro che si macchiano di simili violenze che, fortunatamente, oggi vengono considerate reato. NB.: Il nome della protagonista e la vicenda suesposta sono frutto della mia fantasia pertanto ogni riferimento a persone o case deve ritenersi del tutto casuale.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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