Orticaria

I tempi avversi, gli avversi luoghi,
gli ameni colli, ed io, ancora io,
tra i campi dei poderi di madonna solitudine.
E le scarpinate, e quelle voci frastornate,
le malmenate carni e le dilaniate storie erranti
di pastori, di dottori, degli stupidi.
E le gestanti di locuste che ti succhiano quell’istante.
-le paure e quei fastidi, a sentire quegli infami-
Gli eroi di mille guerre e i traditori,
i bastardi e i venditori di sangue infetto.
Quegli untori che dipingono le rose di nero
che offendono l’azzurro mare,
che nascondono il sorriso
dei festanti bimbi arresi all’amore dei leoni,
che son stanchi delle prede e che giocano coi leprotti.
Non fermarmi, non toccarmi, non arrenderti
e non darmi, per rispetto, la tua vita giù dal letto.
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L'autore
Merlino
Commenti (1)
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Pagu22 aprile 2016
Un gran bel testo, pieno di immagini, momenti di vita, pensieri e riflessioni che entrano nella mente per restarci. Il poeta ci regala un lavoro dal vasto respiro e una nota che condivido e faccio mia immediatamente. Posso affermare che è una delle sue opere più belle. Con ammirazione...

