Non aprite quella porta

Non aprite quella porta
che di sogni è ben fornita!
Li ho rubati dalla vita
cento notti e mille ancora
mille e cento fino ad ora
li raccolgo ogni mattino
dal mio caldo bianco lino
e li celo interiormente
nel gran parco della mente.
Non aprite la mia porta
che coi sogni si è guarnita!
Li racconto tra le dita
con l’arrivo dell’aurora
li nascondo nella gora
col mio fare ballerino
con quel tono un po’ meschino
e li spiffero in un niente
fatto giorno al mio presente.
Non aprite occhi e porta
che dai sogni miei è servita!
Ha una fame ed è infinita
come il vaso di Pandora
e poi dice che è signora
ma non giura e a lei vicino
ogni sogno è un arlecchino
che rivolto mollemente
nel mio letto incontinente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!