"Lettere d'amore"
Stefano Drakul Canepa
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Solitamente
scrivevo le mie lettere in silenzio
e poi le rileggevo
per capire come soffiasse il vento
Se domani
ci sarebbe stato il buio
e se ti avrei fatta piangere ancora
con le piogge e con il cuore
Non avevo paura
di ferire i fogli di carta
graffiavo la pelle con l’inchiostro
ed il dolore era il mio sangue
Goccia dopo goccia
respiro su respiro
consumavo le mie notti più nere
senza sapere mai
Se domani
la luna mi avrebbe sorriso
o se il giorno mi avrebbe intrappolato
Nella gabbia delle parole morte.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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picciro25 aprile 2016
Una bella lirica all'amore, quello di cui magari non ci si è curati, non prestando le cure del caso. Parole scritte, lettere quasi inanimate, incuranti del domani, rebus da vivere, forse tra le parole che non hanno senso. Molto phatos e bella la musica che lo sottolinea. Bella.

