Forse non c’ero
Peppe Cassese
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Forse non c’ero
coi sette Cervi a maltrattar la sorte
portati come buoi a indegna morte
Forse non c’ero
nell’ora che le maglie dei Covoni
son diventati rossi gonfaloni.
Forse non c’ero
nei solchi delle gelide Ardeatine
colmate dalle mani fantaccine.
Forse non c’ero
coi ragazzi buttati in quel di Oderzo
nel sacro Piave come brutto scherzo.
Forse non c’ero
nel cielo di settembre a Marzabotto
col piede del nazista sul giubbotto.
Forse non c’ero
la notte in cui a Schio come masso
il nome tuo è sceso tanto in basso.
Forse non c’ero
quando la studentessa tredicenne
veniva trucidata come spia
pagando assurde colpe e così sia.
Invece c’ero insieme alla mia gente
ed ora lo confesso vanamente
perciò mia cara Italia in libertà
non voglio festeggiare la ballata
della mattina in cui ti sei svegliata
ma canto nel silenzio del mio cuore
un muto e frantumato tricolore.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (3)
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poeta per te zaza26 aprile 2016
Non per lo Stato di allora, non per lo Stato di oggi, ma per la nostra Patria: diamole la vera parola e la vera interezza!
G
Giuseppe La Marca26 aprile 2016
Grande poesia e grande messaggio che condivido in pieno. Finalmente qualcuno che questa "ballata" sa vederla in modo diverso. Il 25 aprile è una "festa" esclusiva, non inclusiva. Credo che una vera festa Nazionale sarà quel giorno quando tutti noi saremo lì a piangere per lo stesso tricolore.
piera tola27 aprile 2016
Basteranno questi versi di storica verità a farci riflettere affinché non si ripetano le atrocità? Magari no non trovo parola per definirci... mi auguro anche io quello che il poeta scrive nella nota abbracciandone anche il pensiero in particolare dell'ultima strofa... Complimenti S.


