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Riflessioni 26 aprile 2016 · lettura 1 min · 1997 letture

Forse non c’ero

Peppe Cassese 2186 poesie pubblicate
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Forse non c’ero coi sette Cervi a maltrattar la sorte portati come buoi a indegna morte Forse non c’ero nell’ora che le maglie dei Covoni son diventati rossi gonfaloni. Forse non c’ero nei solchi delle gelide Ardeatine colmate dalle mani fantaccine. Forse non c’ero coi ragazzi buttati in quel di Oderzo nel sacro Piave come brutto scherzo. Forse non c’ero nel cielo di settembre a Marzabotto col piede del nazista sul giubbotto. Forse non c’ero la notte in cui a Schio come masso il nome tuo è sceso tanto in basso. Forse non c’ero quando la studentessa tredicenne veniva trucidata come spia pagando assurde colpe e così sia. Invece c’ero insieme alla mia gente ed ora lo confesso vanamente perciò mia cara Italia in libertà non voglio festeggiare la ballata della mattina in cui ti sei svegliata ma canto nel silenzio del mio cuore un muto e frantumato tricolore.
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Nella speranza di sentirci un giorno figli della stessa madre: l’Italia.

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Peppe Cassese
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Commenti (3)

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poeta per te zaza26 aprile 2016

Non per lo Stato di allora, non per lo Stato di oggi, ma per la nostra Patria: diamole la vera parola e la vera interezza!

G
Giuseppe La Marca26 aprile 2016

Grande poesia e grande messaggio che condivido in pieno. Finalmente qualcuno che questa "ballata" sa vederla in modo diverso. Il 25 aprile è una "festa" esclusiva, non inclusiva. Credo che una vera festa Nazionale sarà quel giorno quando tutti noi saremo lì a piangere per lo stesso tricolore.

piera tola27 aprile 2016

Basteranno questi versi di storica verità a farci riflettere affinché non si ripetano le atrocità? Magari no non trovo parola per definirci... mi auguro anche io quello che il poeta scrive nella nota abbracciandone anche il pensiero in particolare dell'ultima strofa... Complimenti S.