I cieli sono unti di catrame

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
Commenti (17)
Versi che non fanno una grinza. La poetessa, ha sottolineato la strafottenza ed il menefreghismo nel mancato rispetto verso la Terra. L'uomo ha conquistato la luna, ma non è stato capace, o non vuole, energie alternative, per supplire queste catastrofe. Purtroppo il consumismo ha ridotto il nostro pianeta una vera pattumiera. Riunioni mondiali dei potenti del mondo, sono rimaste solo parole, parole, ma fino a quando?
Questa è l'epoca del disfacimento, dell'Isis e quant'altro. Non c'è più pace in questo pianeta. Anni fa avevo pronosticato l'estinzione dell'uomo sulla terra, non sarò mica un mago...? ? ottimo testo.
Come non si può non essere più che mai allineati col grido d'allarme di questa poetessa (soprattutto con quello che ultimamente è accaduto dalle mie parti... a Genova)! Tutto sembra senza limiti... ma così non è...e prima o poi la Natura ci chiederà il conto (ed in qualche modo ha già cominciato a farlo...) della cattiva gestione di quanto ci fu meravigliosamente donato!
Forse troppo estrema ma occorre prendere coscienza subito di problemi vitali che peggiorano ora dopo ora. Apprezzatissima la stesura ed il contenuto che condivido. Brava poetessa.
Un grido di dolore quello della terra e quello di ogni comune mortale cha abbia un minimo di apprezzamentoi cristiano per la vita e per l'amore. Molto bella e sentita
condivido questi versi che come monito ci parlano dei danni ecologici che si stanno abbattendo sulla terra... molti a causa dell'uomo delle sue distrazioni dell'incuria del poco rispetto per la natura ... ma nessuno si adopera affinché tutto questo finisca ... una situazione allarmante ben espressa in righe di poesia sempre ben stilate il mio elogio e stima alla poetessa
Quante cose crea l'uomo e quante ne distrugge. Non c'è più rispetto per niente, nemmeno per quella bellezza che si chiama "Terra". E' mai possibile che non si riesca a rispettare l'ambiente in cui viviamo? Qualcuno di noi sporcherebbe il piatto dove poi mangerà? La poetessa ci regala una riflessione che diventa denuncia, quanto mai opportuna e necessaria. Una prova da ricordare.
In questa lirica di denuncia la brava Poetessa, sempre attenta alle problematiche etico- sociali, esprime l'amarezza e il dolore nel vedere la nostra cara "terra" così violentata dall'uomo. Nulla nella Natura è più come prima, ma l'indifferenza impera nella società ...mentre la stessa Natura geme e spesso si ribella. Opera di notevole spessore per lo stile incisivo e per il contenuto che invita alla riflessione... Chapeau!
Bella, profonda, poetica riflessione sui mali della terra ormai ridotta a mera e maleodorante pattumiera. E' un vero e proprio grido di dolore contro l'inerzia dei governanti del nostro pianeta che non vogliono e non sanno capire che andando di questo passo non c'è futuro su questa terra. Eppure in tal senso sono tanti ed inequivocabili i segnali: mare inquinato, sporcizia ovunque, buco nell'ozono, sparizione delle foreste, ecc... E' triste non poter vedere più i cieli limpidi di una volta, le rondini danzare nello spazio, i pesci saltellare nel mare. Cosa deve ancora succere per intervenire? Bellissima poesia! Complimenti!
Unti di catrame e oleosi i pensieri dell'uomo che mai giunge alla soluzione, ma trova nel suo essere infima potenza e drastica illusione! Un testo che merita tanta buona e sana meditazione! Da leggere e conservare!
Purtroppo questa è la conseguenza della non curanza dei beni naturali, l'uomo non si rende conto della gravità. Versi reali, ben stimati, riescono a rendere bene ciò che si va incontro. Bellissima
una realtà cruda, dove qualsiasi commento è superfluo, l'uomo distrugge se stesso, in un calderone dove e facile scaldarsi senza fermarsi a pensare che alla fine l'aria verrà a mancare.
E' un canto trieste di una'autrice che sa attirare l'attenzione del lettore. Come non unirsi a lei nel deprecare lo scempio che viene perpetrato su questa nostra Terra che continua a stupirci con le tante meraviglie malgrado le sue ferite la facciano urlare di dolore.
Cinque terzine ben costruite e stilate con la solita bravura, per descrivere in maniera molto vera e reale la situazione del nostro pianeta. Ed è un grido che s'innalza fino al cielo di allarme generale. Se non si fa qualcosa e presto, afferma la brava Autrice, qualsiasi luce si spegnerà, non ci sarà un futuro migliore e non potremo godere ancora del garrire gioioso delle rondini. Sono versi che dimostrano una grande sensibilità e che dovrebbero non poco far riflettere.
Un doveroso encomio alla Poetessa che in cinque eloquenti terzine affronta il grave problema ambientale che ci circonda. La poesia ha anche funzione di denuncia e in questo caso è un ennesimo e ben strutturato grido di dolore. Nella totale condivisione un sentito Elogio!
un'amara e triste realtà che oramai è impossibile cambiare... il progresso avanza e la natura pagherà sempre più le conseguenze... sì ci vorrebbe poco, ma quel poco colpirebbe chi pensa solo al dio denaro... impossibile ribellarsi purtroppo... sarò troppo pessimista ma solo un miracolo può cambiare la situazione... versi che condivido ed apprezzo
Lo sguardo della poetessa è quello di tutte le anime sensibili che sentono nella natura che ci circonda un grido di sofferenza... Versi sofferti, molto belli, condivisi in tutto il loro profondo significato!















