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Sociale 26 aprile 2016 · lettura 1 min · 2899 letture

I cieli sono unti di catrame

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Il progresso ci toglie il respiro i cieli sono unti di catrame la terra è una pattumiera. Hanno contaminato il mare. Il degrado offende l’anima, l’aria è soffocante per lo smog e il buco dell’ozono s’allarga le grandi foreste spariscono. Basterebbe poco per cambiare il cielo e la terra del pianeta ma nessuno vuole migliorare. È triste e nera l’anima mia Mai più rivedrò cieli limpidi e rondini danzare nello spazio dentro il mare pesci saltellare.
#Rondine#Cielo#Terra#Mare#Tristezza
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'uomo ha fatto diventare la terra una pattumiera, ha inquinato i fiumi, i laghi, il mare. Il Pianeta non può più sopportare questo degrado, questa mancanza di rispetto. L'aria è diventata irrespirabile, il buco nero dell'ozono si allarga sempre di più. Quando rinsavirà l'uomo? Quando capirà che deve amare e rispettare il Pianeta?22 agosto 2016
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (17)

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Donato Leo26 aprile 2016

Versi che non fanno una grinza. La poetessa, ha sottolineato la strafottenza ed il menefreghismo nel mancato rispetto verso la Terra. L'uomo ha conquistato la luna, ma non è stato capace, o non vuole, energie alternative, per supplire queste catastrofe. Purtroppo il consumismo ha ridotto il nostro pianeta una vera pattumiera. Riunioni mondiali dei potenti del mondo, sono rimaste solo parole, parole, ma fino a quando?

Umberto De Vita26 aprile 2016

Questa è l'epoca del disfacimento, dell'Isis e quant'altro. Non c'è più pace in questo pianeta. Anni fa avevo pronosticato l'estinzione dell'uomo sulla terra, non sarò mica un mago...? ? ottimo testo.

Riccardo Ruschetti26 aprile 2016

Come non si può non essere più che mai allineati col grido d'allarme di questa poetessa (soprattutto con quello che ultimamente è accaduto dalle mie parti... a Genova)! Tutto sembra senza limiti... ma così non è...e prima o poi la Natura ci chiederà il conto (ed in qualche modo ha già cominciato a farlo...) della cattiva gestione di quanto ci fu meravigliosamente donato!

S
Stello26 aprile 2016

Forse troppo estrema ma occorre prendere coscienza subito di problemi vitali che peggiorano ora dopo ora. Apprezzatissima la stesura ed il contenuto che condivido. Brava poetessa.

Luciano Capaldo26 aprile 2016

Un grido di dolore quello della terra e quello di ogni comune mortale cha abbia un minimo di apprezzamentoi cristiano per la vita e per l'amore. Molto bella e sentita

carla composto26 aprile 2016

condivido questi versi che come monito ci parlano dei danni ecologici che si stanno abbattendo sulla terra... molti a causa dell'uomo delle sue distrazioni dell'incuria del poco rispetto per la natura ... ma nessuno si adopera affinché tutto questo finisca ... una situazione allarmante ben espressa in righe di poesia sempre ben stilate il mio elogio e stima alla poetessa

Pagu26 aprile 2016

Quante cose crea l'uomo e quante ne distrugge. Non c'è più rispetto per niente, nemmeno per quella bellezza che si chiama "Terra". E' mai possibile che non si riesca a rispettare l'ambiente in cui viviamo? Qualcuno di noi sporcherebbe il piatto dove poi mangerà? La poetessa ci regala una riflessione che diventa denuncia, quanto mai opportuna e necessaria. Una prova da ricordare.

Anna Di Principe26 aprile 2016

In questa lirica di denuncia la brava Poetessa, sempre attenta alle problematiche etico- sociali, esprime l'amarezza e il dolore nel vedere la nostra cara "terra" così violentata dall'uomo. Nulla nella Natura è più come prima, ma l'indifferenza impera nella società ...mentre la stessa Natura geme e spesso si ribella. Opera di notevole spessore per lo stile incisivo e per il contenuto che invita alla riflessione... Chapeau!

Michelangelo La Rocca26 aprile 2016

Bella, profonda, poetica riflessione sui mali della terra ormai ridotta a mera e maleodorante pattumiera. E' un vero e proprio grido di dolore contro l'inerzia dei governanti del nostro pianeta che non vogliono e non sanno capire che andando di questo passo non c'è futuro su questa terra. Eppure in tal senso sono tanti ed inequivocabili i segnali: mare inquinato, sporcizia ovunque, buco nell'ozono, sparizione delle foreste, ecc... E' triste non poter vedere più i cieli limpidi di una volta, le rondini danzare nello spazio, i pesci saltellare nel mare. Cosa deve ancora succere per intervenire? Bellissima poesia! Complimenti!

Cristiano De Marchi26 aprile 2016

Unti di catrame e oleosi i pensieri dell'uomo che mai giunge alla soluzione, ma trova nel suo essere infima potenza e drastica illusione! Un testo che merita tanta buona e sana meditazione! Da leggere e conservare!

Rosita Bottigliero26 aprile 2016

Purtroppo questa è la conseguenza della non curanza dei beni naturali, l'uomo non si rende conto della gravità. Versi reali, ben stimati, riescono a rendere bene ciò che si va incontro. Bellissima

g
gianni manca27 aprile 2016

una realtà cruda, dove qualsiasi commento è superfluo, l'uomo distrugge se stesso, in un calderone dove e facile scaldarsi senza fermarsi a pensare che alla fine l'aria verrà a mancare.

rita iacobone27 aprile 2016

E' un canto trieste di una'autrice che sa attirare l'attenzione del lettore. Come non unirsi a lei nel deprecare lo scempio che viene perpetrato su questa nostra Terra che continua a stupirci con le tante meraviglie malgrado le sue ferite la facciano urlare di dolore.

Alberto De Matteis27 aprile 2016

Cinque terzine ben costruite e stilate con la solita bravura, per descrivere in maniera molto vera e reale la situazione del nostro pianeta. Ed è un grido che s'innalza fino al cielo di allarme generale. Se non si fa qualcosa e presto, afferma la brava Autrice, qualsiasi luce si spegnerà, non ci sarà un futuro migliore e non potremo godere ancora del garrire gioioso delle rondini. Sono versi che dimostrano una grande sensibilità e che dovrebbero non poco far riflettere.

Giovanni Ghione29 aprile 2016

Un doveroso encomio alla Poetessa che in cinque eloquenti terzine affronta il grave problema ambientale che ci circonda. La poesia ha anche funzione di denuncia e in questo caso è un ennesimo e ben strutturato grido di dolore. Nella totale condivisione un sentito Elogio!

Giacomo Scimonelli12 maggio 2016

un'amara e triste realtà che oramai è impossibile cambiare... il progresso avanza e la natura pagherà sempre più le conseguenze... sì ci vorrebbe poco, ma quel poco colpirebbe chi pensa solo al dio denaro... impossibile ribellarsi purtroppo... sarò troppo pessimista ma solo un miracolo può cambiare la situazione... versi che condivido ed apprezzo

rosanna gazzaniga22 agosto 2016

Lo sguardo della poetessa è quello di tutte le anime sensibili che sentono nella natura che ci circonda un grido di sofferenza... Versi sofferti, molto belli, condivisi in tutto il loro profondo significato!