La fiera del tormento
Banditor convinto
primeggia gli aghi
ad occhi ferir
mirar sa bene.
Se sporgon nastri rossi
ed ossa dirompenti
da riciclati alberi
son tutti contenti,
pupilla da scavar
per l'orrida spremuta
del soffrire la moltiplicazione
è pari a zero il suo fattore,
comunque lo presenti
è infinito il suo dolore
ed il mio per quanto usa,
tu sottrarre non potrai,
nemmen con mille volte ancora
al truce oggi assuefarai.
No, non compro banditore,
no, non guardo bel signore,
non partecipo alla guerra
all'ultima strage sulla terra,
non finanzio a piacimento
il goder d'altrui sgomento,
non mostri torto né ragione
e spengo la televisione.
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Commenti (3)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina16 settembre 2007
mi lascia senza fiato l'incalzare delle parole che colpiscono, risvegliano alla verità rtutta colma di 'urla' al cuore.efficace e piena di pathos
Rasimaco16 settembre 2007
versi decisi e forti che colpiscono come un martello pneumatico chi legge... piaciuta la chiusa. molto bella!
Zima17 settembre 2007
ribellione... alla morte che si fa spettacolo! bella e convincente per un tema che poteva avere più interpretazioni!

