La mia Quercia solitaria
Massimiliano Zaino
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E al fàr del dì io contemplo la mia quercia
solitaria, colà, nel più lontàn
dei miei orizzonti cristallini e di un
cièl che ora piange. Melliflue mi fùrono
sempre le sue gemmate frasche, e i suoi
rami. Ma perché... perché è solitaria?
Non è ella che lo specchio della mia Ànima,
qui mèmore delle altre querce, e dei
primi fiòr della sua gioventù. Non
è che una via di tramonto autunnale
nel cuore dell'aprile.
E come immischia le piogge dei nùgoli
con i germogli del suo pianto immoto!
È un occhio ligneo che cerca di piàngere
e che tace immobilizzato e dèbole
in un urlo perenne.
Aspetterò che venga presto il vespro,
udrò trillare i dormienti suoi stormi,
la sua ombra rivedrò scagliata sui
rivi della campagna, in tanti fuochi
scintillanti di Sole e dei suoi rosei
sonni. E la mia Ànima sarà più viva,
mentre questo suo specchio andrà al crepùscolo,
dall'oscuro orizzonte fremebondo
a farsi divoràr.
Ha per compagna la mia Notte, e per
sposi i miei Sogni. E questi che mi sfùggono
li conterò all'alba sulle foglie
dove li affisse Iddio, nel suo perenne,
fiero volèr.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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