E girai la clessidra
massimo turbi
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una fioca luce ombreggiava
negli angoli della bocca
colta a rileggere in soave modo
una lunga lirica marcata
dal sangue della passione
che trasudava fino al cuore
ruggendo con afona voce
e venne il candore delle sfere
lassù nel cielo come se fossero
state lanciate come birilli
dal Dio cattivo
girai la clessidra oramai troppe volte
e la sabbia ingabbiata del tempo
scorse sempre così lenta che il tempo si fermó
a pensare un attimo
ancora un poco, e ancora un poco,
ancora un poco
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