Dietro i vetri

Scrutavo dietro i vetri freschi mondi
giocare con la vita e carezzarla
in quel giardino grande fuori casa
incatenata come anello al male
costretta i giorni amari a calcolare
col cuore che inseguiva sopra i prati
le grida le risate e le sfuriate
per quelle corse appese al mio domani
che mi sfuggiva biscia tra le mani.
Sognavo oltre il giardino i campi d’oro
il bosco sempre verde e spesso in fiore
il cielo colorato all’orizzonte
che illuminava a giorno la mia fronte
ma il sole non rideva alla finestra
e a sera quando il buio scendeva in fretta
tentavo di sorreggere il mio male
con quella poca forza che splendeva
nel petto che la notte mi spegneva.
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