Senza confini
Giovanni Ghione
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Una nube ruvida d’arsura
soffia dietro le spalle
l’ombra di un altro viaggio
sui ricordi che cambiano la pelle.
E Tu che parti e torni
sei come la luna che avvolge le maree
nell’incanto di stagioni
che svaniscono dalla gaia contrada
dove l’azzurro alterato del cielo
gronda una meraviglia d’estate.
Tacciono alla svolta degli anni
i campi dell’infanzia i boschi il fiume il mare
ove un ragazzo nell’assorta canicola
sussurrò la verità della sua gioia
agli alberi alle pietre
ai pesci della marea.
In questo silenzio ora
guardami dentro gli occhi
questi occhi che furono bambini
e voliamo verso il cielo d’allora
senza confini.
©
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L'autore
Giovanni Ghione
Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d
Commenti (1)
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Pino Gaudino30 aprile 2016
ricordi passati, che l'autore fa rivivere con chiarezza, portando fuori la spensieratezza di momenti che vengono invidiati per la loro semplicità nel dare gioia, bella lirica, come nel suo stile Giovanni è chiaro netto, preciso, nel descrivere le proprie emozioni, bravo molto piaciuta

