"Spine di fango"
Stefano Drakul Canepa
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Un’altra sera è morta
senza la tua stella
e colleziono spine di fango
per farne collane
La terra mi conosce ormai
e sospira la pioggia
con un ricamo
di lacrima marcia
Ferita è la mia notte
con il buio
a ripetere stanche rovine
sul vento che soffia
E sulle ombre
nel lamento delle ore
che si ripetono
ancora e ancora
Nell’infinita danza
di un silenzio senza goccia.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Giorgia Spurio1 maggio 2016
Per la morte della sera, un'altra morte, anche la pioggia smette di piangere, danza tristemente nel silenzio senza goccia. Stupenda antitesi, immaginarsi una pioggia che non ha goccia e danza senza gocce. Ci sono le ombre che si lamentano con il tempo egoista. Tutto si ripete fino alla rovina, suono monotono di gocce che non ci sono. Tutto si blocca ed entra nel ciclo dell'eterno, in un respiro, o meglio in un sospiro, il sospiro della pioggia, che trasforma la terra in fango, il fango in spine, le spine in collane.

