E poi... il nulla
Giovanni Monopoli
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Ignari del domani, increduli del proprio destino,
una luce, l’abbagliare e poi ... e poi... il nulla,
coi fiori recisi all’istante tra la impaurita folla
defraudati delle sorgenti albe, dell’ultimo respiro.
Saette e fulmini a colpire col ciel sereno,
tracciano l’aria d’una calpestata umanità,
a ruotare nell’idiozia deborda la crudele viltà
con umili spoglie a perire sull’arso terreno.
Incolpevole sgorga a flotte il sangue
tra le povere anime gementi, ignare a discendere,
a segnare colpe sulla terra di rosso tinte... e langue
per colpe inesistenti di cruda imbecillità lo stendere.
La notte celebra la fine, cancella il chiarore,
ottenebra gli animi, offusca le menti
di quelle vite, il disamore... poveri dementi
d’impetuose orde selvagge... resteranno nessuno
su questa superficie terrena che ora piange, stenta
mentre le sue creature gemono così meschine
per quella mancata pace, il suo digiuno
...e poi, e poi... il nulla...
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (2)
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S
Stello2 maggio 2016
Bel lavoro, fatto con cura e con immagini descritte in maniera diretta e vera. Quelle orde selvagge e quella mancata pace sono i limiti sottilissime della situazione attuale. Molto piaciuto, i miei complimenti.
Sara Acireale2 maggio 2016
E poi dopo la catastrofe... il nulla. È un lavoro importante svolto dal Poeta e a noi lettori arrivano i suoi versi e sono brividi d'angoscia che s'imprimono nel cuore. L'autore ha ben descritto la situazione dell'odierna società...

