Alla cattiva poesia o non scrivere la sofferenza che ricordi
Rauca risuona la voce canora
strozzata in gola, ingabbiata nel petto.
È un'abituale voglia che divora
chi dell'attento ascoltarsi è difetto.
Troppo dolcissimo miele finora,
distillato dalle api dell'intelletto,
i pensieri addolcisce, asseta ogni ora.
L'ebbra follia confonde il brutto al gretto.
Senza sentirla s'assuefa il poeta
alla rigida immagine di un sogno
che fatica esprimere poesia stanca.
Tristi rigurgiti da anacoreta
di cui non più il mondo ha ormai bisogno:
amore solo nei versi gli manca.
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