Madre che sei

Madre che sei orma e non decoro
attenta a governare legna e brace
nel dare al cuore gagliardia e ristoro
il fuoco a cui badavi forse tace
dove la vita e il latte tuo sgorgava
serico al petto dolce come schiava.
Madre che sei dolente mia appendice
intenta a rivangare nel passato
che piange la sua vecchia cicatrice
il canto tristemente inascoltato
vorrebbe cancellare la bambina
con il presente tuo in naftalina.
Madre che sei spirito e cursore
che sale e scende come nebbia al monte
con dentro il canto ricco dell’amore
svelando a questo porto la sua fonte
ancora vivi e navighi i miei giorni
nodata dagli arrivi e dai ritorni.
Madre che sei antico sentimento
che reggi il mondo intero melodiosa
portando a giorni e notti il dolce vento
legata al suo mantello quale sposa
io grido a te dicandoti un peana
che resti e sei la bella mia sovrana.
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