Caro lettore

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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Con una chiarezza encomiabile, la poetessa coglie alcuni dei più rilevanti aspetti di ogni poesia: essa è come un uccellino (non sappiamo mai bene dove volerà, chi, dopo di noi, andrà ad allietare col suo canto); al di là delle loro eventuali perfezioni tecniche, le poesie sono apprezzate maggiormente quando presentano tematiche che stanno a cuore ai lettori; una volta liberata, la poesia diventa proprietà del lettore più che dell'autore (che è il sarto, mentre il fruitore è l'indossatore, se non, talvolta, il definitivo proprietario del vestito) .
È proprio vero che ogni verso, appena uscito dalla penna dell'autore, si trova in piena libertà ed è patrimonio di ogni lettore. A tal proposito mi viene in mente quello che il postino Mario dice al poeta Pablo Neruda: "La poesia non è di chi la fa, ma di chi la usa" Una lirica piaciuta ed apprezzata per forma e contenuto.

