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Riflessioni 3 maggio 2016 · lettura 2 min · 1340 letture

Caro lettore

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Libero un verso di primo mattino che come chiurlo nell’aria s'espande fuggendo i rami le foglie il nido cercando il cielo oltre le fronde Non è più mio – quel figlio - ch'esplora ripide vie impervie cime e s'avventura per mondi arcani scansa i pericoli sorvola il muro fin sulla vetta insegue un sogno ... - un giardino fiorito senza più spine - Caro lettore, affezionato e attento il figlio mio è tuo e ti sorride - sorride a te - e al nuovo albore quell'esoterico verso, che attende... - sulla soglia attende - e tanto t’allieta o ti fa intristire, quanto più è simile il mio al tuo sentire Così camminiamo, forse contigui - o io avanti e tu dietro, o viceversa - immaginandoci voli e impennate acrobazie e colpi di scena sul palcoscenico della vita... Se troverai un mio qualche discorso al tuo pensiero pressappoco adatto - che a indossarlo ti stia un vestito – mi sarà gioia l'esprimerti un detto che un po’ concordi col tuo sentire - o mal che vada – in qualche aspetto... sposi il tuo umore in modo perfetto
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Ogni verso è un figlio, libero alla nascita, e come tale viene affidato a te, caro lettore, e al mondo - R. Sacchi -

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (2)

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Antonio Terracciano3 maggio 2016

Con una chiarezza encomiabile, la poetessa coglie alcuni dei più rilevanti aspetti di ogni poesia: essa è come un uccellino (non sappiamo mai bene dove volerà, chi, dopo di noi, andrà ad allietare col suo canto); al di là delle loro eventuali perfezioni tecniche, le poesie sono apprezzate maggiormente quando presentano tematiche che stanno a cuore ai lettori; una volta liberata, la poesia diventa proprietà del lettore più che dell'autore (che è il sarto, mentre il fruitore è l'indossatore, se non, talvolta, il definitivo proprietario del vestito) .

Alberto De Matteis3 maggio 2016

È proprio vero che ogni verso, appena uscito dalla penna dell'autore, si trova in piena libertà ed è patrimonio di ogni lettore. A tal proposito mi viene in mente quello che il postino Mario dice al poeta Pablo Neruda: "La poesia non è di chi la fa, ma di chi la usa" Una lirica piaciuta ed apprezzata per forma e contenuto.