258 lettori online · 354.604 poesie · 7.577 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Fiabe
Fiabe 4 maggio 2016 · lettura 4 min · 1186 letture

La muta Lamentanza delle Figlie di Wotan

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Oh àër che ardi nel fosco orròr del vespro estremo, e tra le nebbie che risòrgono, esse qui serpeggiando d’in su’ gli antri di Nibelheim, tu, dimmi qual lutto ùltimo la più superba sala or fia a inghiottìr nel fuoco che è perenne! Oh àër... àër! sospiro di Erda, Dea che il pianto del Destino agli occhi tesse, Erda! Svèlami il silenzio eterno della vorace attesa. Hlaöguör- svanhvìt, Hèrvôr, Siegrdrìfa, e Svàva, Brunn, la pargoletta di Dònner, Hnòß, Waltràüte, e Schwertleite, ombre di Hèriann, e figlie di Wotan, e fanciulle selvàtiche, le portatrici di guerra e di Morte, ahi! esse con vesti discinte e consunte, e con i velami che scèndono scialbi a denudàr le spalle, e scalze, e prive degli usberghi fatali, e meste, sièdono, oh Erda! oh Norne sue! a’ i piè del muto padre, il qual assiso sul trono di tomba di un rozzo marmo, e con il bendato occhio, monòcolo, ei contempla il suo crepùscolo, con un respiro di tàcito pànico, e di soffrente agonìa, ei posando oscuro la man destra alle tempie. E le sue figlie, che fùron Valchirie, accarezzando flèbili le pelli degli orsi alpestri che copròn le gambe del Nume, esse, respìrano gli incensi di cènere de’ i ceppi, i lucernari, divelti un dì dagli Eroi, oh Erda! dal fràssino cimiteriale delle Norne, Ygdrasìl, sguardo del Destino estremo; e mute... e mute, e con gli sguardi attòniti, intèrrogano il viso del severo genitore, chiedèndosi ora forse «Perché, oh padre, perché?», otto guance di donne fatte fiamme di silenziosa vergogna e di attesa di un’ùltima porpòrea onda di sangue, dove agli occhi zampìllano le calde acque d’un freddo pianto che è strozzato, come gèlido è fatto il Sole, e bolle di divampàr notturno la beffarda Luna, Dea della Vita che è e che muòr; ed esse tàcite ùrlano e si stràziano, rimembrando che fu del loro vìvere: i mai mietuti sguardi affettüòsi dei guerrieri del Dio, e lì, dentro il seno un cuore soffocato dalla Furia di un vèrgine sentìr, gli abbracci mai accolti dei suoi Wälsi, e la segreta invidia per Brunhìlde... ognuna con un senso di dolore indefinito e arcano, qui, con una gioventù uccisa nell’èssere- Dea, e tramontata su’ i campi delle pugne, e con una trama d’Amore mai avuta, e trasognata nei Sogni del vespro. Erda, oh Erda! che mai hai ordito?... E le fanciulle di Wòtan lo chièdono, meste, e nostàlgiche, e orbe e melancòniche, l’una con l’altra con silenziosi occhi passàndosi tremanti questo quèsito, mentre alle ùltime nate ora prorompe il funerario pianto, e va... e va ei su’ i volti che mai conòbbero codesta trista ebbrezza di làgrime, ove il viso del Nume è sempre più immòbile e cupo, lì, tra il Tempo che scorre e quest’eterno tristo annichilimento nella Morte, morto da giorni, nel suo orgoglio. E muor. Erda... Erda! svela l’arcano gomìtolo: «Tutto ciò che è finisce», urla il Destino; e il fuoco... e il fuoco divampa, e consuma la più superba sala, e adesso regna il silenzio di Dio.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!