Una non- poesia da ballare
Maria Pastorelli
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Esploro il pavimento infinito,
mi perdo nell'abbraccio della tua pianta integrale,
scivolo in una fioritura geniale a balconcino
a spese di piedi e caviglie innamoratissime.
Selvaggiamente ti muovi in un corpo di luna
e con la bocca sorridi dondolando come corolla al vento,
passi come petali veri e freschi,
che possiedono solo i loro raggi,
esercizio che mi rende beato mentre ti annuso.
Prorompe in lame di nuvola tumultuose
il gemito gassoso delle mie dita che sguscia
tra le tue natiche fiorite di papaveri vellutati.
E io che ballo ebbro di baci tuoi
conoscerò la pazzia quando quest'ultima danza con te
sarà esplosa e la musica di questo abbandono ipnotico
mi avrà sedotto e ingannato ed infine lasciato.
Con equilibrio di funambolo allora ti passerò in mezzo agli occhi
e ti salirò intorno ai lobi delle orecchie solleticando il tuo amore,
e a legare per sempre a me la dolcezza del tuo splendore
sarà il misterioso filo tra la perfezione e la tua anima.
Abbandonati alle morbide carni in questo giorno,
verrà la morte e guarderemo in volto il Paradiso
compiendo l'ultimo giro.
Finiremo la danza come catene di stelle dorate
ingarbugliate nella libertà.
©
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L'autore
Maria Pastorelli
Amo pensare e scrivere. e tutte le passioni del mondo sono in agguato... Amo la giustizia e la libertà e adoro le persone che realizzano questi ideali con ogni mezzo possibile e anche con il cuore senza volere nulla in cambio.
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