Metamorfosi nella pioggia
Giorgia Spurio
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Le rane saltano
dove le pozzanghere
specchiano gli occhi
e i ciliegi –infreddoliti -
sulle lentiggini delle nefeli,
si dipingono
come mani piccole
di macchie e tempere
e dei bambini.
E le madri tornano piccole
e saltano senza aver paura dell’acqua
e il lupo ci accarezza la mano
con calda la lingua,
il bacio delle aquile in volo
e delle anatre nel rosso
di un cielo che è notte.
E le pozzanghere
ci guardano al di là,
dalla parte del mondo
dove non c’è il mare,
come una curiosa libellula
lo sguardo al confine,
al varco dei sogni e delle piogge
dove tutto è possibile,
cristalli dall’oriente pendenti,
lune che come sorrisi
si appendono ai rami dei tramonti,
gli stivaletti gialli e gli ombrelli,
le altalene e le dita di fango...
Lì dove le madri
sono ora bambine.
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Giorgia Spurio
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