La rosellina quel dì ignorata
Un maggio antico, ricordo, in quel giardino:
tante eran le rose che del cuor ardente mio
s’offrivan al desio, coglimi era la suadente
di lor voce: tutte eran belle e tutte profumate,
sol una lì inver taceva, poco il profumo poca
la bellezza, così tra le prime la mia scelta cadde
ma tardi stolto, l’animo ferito, manifesto mi fu
l'errore grande mio che senza spine sol era quella
da me tanto sdegnata lei inodore muta poverella
che facile per un amante d'inganno esser preda
quando si bada solo alla bellezza e all'apparenza
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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