Canto di solitudine
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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Si entra in un mondo parallelo, in una realtà dura e che spesso conosciamo. Molte immagini per descrivere l'orrore, l'ossessione verso la morte, il dolore stesso. Poi quel sogno, quell'utopia. Un mondo diverso, possibile. Bellissima immagine finale di quei papaveri mossi al vento, un tocco leggero che parla di speranza. Ne fa un'ottima chiusa. Complimenti.
Dal sangue al rosso dei papaveri... una sorta di metamorfosi! dalla fantasia di chi compone al cuore ed alla immaginazioni del lettore; si affollano emozioni e suggestioni, vive!!

