Maggio vuol di più

E maggio non perdona!
Le sue ferite sono dardi accesi
dal fuoco e dalle spine della rosa
che brucia dentro me e che pretende
di essere il tuo giorno più indecente
legando a questi abbracci baci e ardori
che sciolgono tempeste e vecchi umori.
E maggio canta e suona!
Le note ora acute ed ora lente
si innalzano nel petto sconfortato
dai lampi maledetti del peccato
con tutto la freschezza di un bambino
che cinge il mondo intero coi bisogni
serviti dal rosario dei suoi sogni.
E maggio vuol di più!
Sorride e ti accarezza divertito
le labbra tue che s’aprono all’amore
e anche se la rosa è un po’ appassita
col suo messaggio dona ancora vita
al solco che tracciasti anni fa
dentro il mio cuore vedovo a metà.
E il maggio mio sei tu!
Io stretta a questo tempo porporino
mi avvolgo attorno al suo comandamento
felice di sentirti e non mi pento
e grido forte come quella volta
che un caldo vento schiuse cielo e porta
tra le tue braccia pronte a perdonare
votate dal mio sole a palpitare.
©
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