L'insetto

Caddi sulla schiena, come uno scarafaggio
inerme con le zampine verso il cielo.
Ah, come avrei voluto, qualcuno che passasse
che mi tirasse un calcio o un pizzicotto.
Ma sentii solo la pioggia, bagnarmi il corpo nudo,
e vidi, le nuvole, cosi come non le avevo mai viste prima.
Io sentii di amare il mondo, gli uccelli
che attraversavano il cielo, chissà, verso quali mete.
Assaporai la vita e lo feci in ogni istante,
con le zampine, che sempre più stanche, si arrendevano
al fato, alla luce che sempre più debole mi lasciava.
Piovve e venne un po di sole, e fu sera.
Poi la notte, la lunga notte.
E il silenzio, il mio silenzio.
.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Umberto De Vita8 maggio 2016
Le poesie di questo autore hanno un ché di misterioso e sensuale, direi. Ho apprezzato molto questi versi che mi hanno piacevolmente coinvolto. Molto, .
Elena Poldan8 maggio 2016
L'inizio mi ha ricordato "la metamorfosi" di kafka. Molto bella.

