Tra le braccia del sole, la paglia
Giorgia Spurio
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- Paglia, occhi, cielo. -
E ti ho stretto, per un attimo,
io bambina, tra le lacrime
le tue braccia, fragili
ed inermi.
Le ricordo bianche
le guance, e il pallido
degli occhi lungo il corso
dei corvi fermi come gendarmi.
- Piume, odori, breccia. -
E ti ho baciato, lì
sul grembo la cicatrice
dei perché ed io non ho mai chiesto,
dei silenzi ed io ti stringevo
di più, e di più.
Le sfogliavo tra le dita e le ciglia,
le ascoltavo come la seta
come la menta per i sensi
al viso le accostavo,
le gote rosa coperte
dal buio del controluce
tra le tue ciocche nere
e i fratelli che non abbiamo
mai conosciuto.
- Pupilla, ala, sabbia. -
E ti cerco, timida
- anche se grande ormai -
e ti prendo in segreto,
sotto l’ala degli angeli
sotto falsa sembianza
di statue ingoiate
dalla sabbia, dalla stanza,
dall’acqua calda e bianca.
E ti afferro
tra le mani di gocce e polvere,
mi stringo
di più, e di più.
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Giorgia Spurio
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