Parola non presa o ergonomiche nuvole
Ormai il per sempre finito è per sempre: vedi
quelle ergonomiche nuvole d'accoglienza
erano simpatetiche morbidezze al tuo soltanto nomi
- in accordo, sì, al tuo flatus vocis - così straripanti
d'attimi di vuoti come scrosci d'altre voci, fuori.
Erano lingue insieme a toccare i forse no e poi
il dolce rosso del chiarore, sciami
d'indugi e d'umori: campane galli fiori;
dimmi, ora, di cosa odori?
Guarda: è ancora lì il sole anche se scompare
tra calde frivolezze di luce e bizzarrie d'ombre
ed io, io sono parola non presa di rosa.
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Commenti (1)
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Anna6212 maggio 2016
Spesso, nel rapporto a due, si pronunciano parole che non ci appartengono, per voler sembrare, per voler far credere... per non avere il coraggio di dire. Solo che il sentimento non vive di accomodamenti e domanda verità, non sa farsi bastare gli allestimenti suggeriti dagli umori, dai momentanei abbandoni che suggeriscono parole filmiche d'effetto incapaci di durare edi agganciarsi alle parole dell'altro. E' un testo che ben descrive quel venirsi meno man, mano, non senza amarezza . "Guarda, il sole è ancora lì, anche se scompare fra calde frivolezze di luce e bizzarrie d'ombra; siamo noi che veniamo meno al "per sempre" ed io rimango la parola non colta, non com( presa)"nella sua essenza.
