Una favola d'amore nata in ascensore
Ricordo sempre un episodio strano
che m’è accaduto intorno a ferragosto.
Entrai nell’ascensore al sesto piano
e dentro, in verità, non c’era posto!
Stavamo tutti in piedi, stretti, stretti,
ed io mi son trovato faccia a faccia
con una signorina ... e i nostri petti
schiacciati l’un con l’altro, con le braccia
vicino al corpo, rìgide, indifese.
La giovane era in preda all’imbarazzo ...
mostrava le sue labbra molto tese,
lo sguardo assente e il viso paonazzo.
Provavo anch’io un senso di disagio,
allora le sorrisi dolcemente,
cercando di staccarmi, adagio, adagio,
in modo da non rendermi indecente.
Al piano terra, si riaprì la porta,
e uscì la gente in ogni direzione,
ma la ragazza stava ancora assorta,
provata dalla strana situazione ...
... La sera dopo, per coincidenza,
l’ho rincontrata dentro all’ascensore
da sola, ed era in piena diffidenza,
sul viso, spuntò un cenno di rossore.
...Tra il quinto e il quarto piano, ... all’improvviso,
ci siam fermati! Un guasto alla corrente!
Diventò tesa, bianca e sul suo viso
notai il terrore in forma trasparente!
La strinsi a me, con molta gentilezza,
al fine di rimuover la paura,
fin quando ritrovò più sicurezza
e mi guardò con tenera premura.
Dal cellulare, ho subito chiamato
(col numero in visione alla cabina)
gli addetti e, nel frattempo, sono stato
accanto all’atterrìta signorina.
Un’ora dopo, uscimmo, finalmente,
da quella improvvisata traversìa,
andammo al bar e lei riconoscente
mi disse: “Grazie! Stavo in agonìa!
Son timida e son poco fiduciosa! ”
Sorrise ... e con quell’aria impaurita,
m’accarezzò la mano timorosa ...
...rimase, accanto a me ... tutta la vita!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (2)
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Vaibhava das Vito Parisi11 maggio 2016
Salendo le scale, invece, la visione che si consegue inerisce... il Purgatorio di Dante.
r
romeo cantoni11 maggio 2016
Ma in quel tempo c'erano gli ascensori?...La questione è dibattuta ma i telefonini, suvvia, questa non la beviamo...
