Poesia e religione
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Compito, funzione, direi quasi missione, assolta dalla religione e dalla poesia, seppure in maniera diversa, che certamente passano inosservati a chi, dedito ad una vita quotidiana priva di scosse e turbamenti, fatta di tappe che si ripetono (svegliarsi, lavorare, mangiare, procreare, dormire) sta attento a un mal di pancia per il troppo ingozzarsi o una cefalea perché non ha voglia di lavorare o a una banale influenza, ma non sta lì a preoccuparsi per un male che investe l’anima. L’anima non la vede, non la tocca, non esiste. D’altra parte c’è differenza tra chi vive in superficie e chi scava nel profondo. La vita non finisce con la morte. La morte non è la meta, è la fine di un viaggio per intraprenderne un altro.
Come egregiamente scritto dal Maestro Terracciano, funzione irrinunciabile e catarsi degli umani affanni si trova nella Poesia. Simili ad una preghiera, i versi del Poeta recano consolazione a chi è di animo affranto.
Una profonda riflessione efficace nel ritmo e nel significato. " Esser d'aiuto, di consolazione" queste sono le caratteristiche principali che accomunano Poesia e religione. La poesia tra l'altro è un rifugio per le nostre debolezze paure delusioni e per contro per esprimere la gioia l'amore la vita. La Religione comporta un profondo atto di FEDE che aiuta conforta e consola. Un apprezzato e condiviso accostamento.


