E dal binario
alias Marina Pacifici
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Mi sembra di sentirlo ancora
il suono del fischietto
con voce d'argento
in un giorno senza ombre,
accarezzato dal vento.
O forse era soltanto il tuo sorriso
nei ricordi d'infanzia
bacio ineguagliabile di sole
nella mia mattina d'estate
quando i binari splendevano
e le fiabe parevano vere e incontrastate.
E dal binario la tua giovane figura,
si stagliava alta, slanciata e bella
e nei miei occhi di bambina
brillava col chiarore di stella.
La vita poi quel sogno ha spezzato
e la divisa grigioazzurra da ferroviere
torna in un lampo di nostalgia
nella carezza di quel sorriso mai dimenticato
a mitigare una marea di tristezza
e la solitudine infinita delle mie sere.
E ti rivedo ancora in fondo al binario
ad agitare la paletta rossa,
alfiere di giovinezza,
prima che tutto si spegnesse troppo presto
in una tragedia anonima e silenziosa,
nell'abisso senza speranza di una fossa.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (4)
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Stefano Drakul Canepa13 maggio 2016
molto intensa e toccante, un ricordo vivo che si sente potente fra le righe. B r a v i s s i m a
Giovanni Ghione13 maggio 2016
Una Meravigliosa dedica al Padre Ferroviere CAPO STAZIONE. Complimenti per la profonda e commovente descrizione.
e
emiliapoesie3914 maggio 2016
versi commoventi e toccanti per ricordare chi ha speso la vita nel lavoro.
Patrizia Ensoli14 maggio 2016
Una delicata e dolcissima dedica, versi che toccano il cuore ... In ognuno di noi sopravvive l'immagine di quel bambino, il desiderio del sentimento salvifico genitoriale: si cresce e si prosegue nella vita costellata di perdite e dolori, ma mai perdiamo il bisogno dell'unico punto saldo! Colpita anche dall'immagine ... l'unico colore è l'abito della bambina.



