Il mio ”68”
Compagni!
Era questa la parola magica
che inebriava i nostri cuori
Con le nostre bandiere rosse al vento
cantavamo le canzoni
della libertà
e della speranza
”Gli espropriatori saranno espropriati”
Diceva Marx
E noi progettavamo un mondo
senza più classe sociali
fatto d'amore
e di fratellanza
”Tutto il potere al popolo”
Diceva Lenin
E noi sognavamo
la fine di tutte le ingiustizie
di tutti gli sfruttamenti
Poi
Una sera di un lontano novembre
una sera senza stelle
a Berlino crollo il muro
e con esso
crollarono anche le nostre illusioni
Fiumi di persone
affamate
e desiderose di libertà
si riversarono
nelle nostre città
nei nostri paesi
nei nostri cuori
Addio!
Sogni di giustizia
Addio!
speranze di uguaglianza
La realtà uccise i nostri ideali
Che cosa è rimasto di quel tempo?
Una parola
Ormai vuota
e priva di significato
Compagni
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca18 settembre 2007
Bellissima, la sento mia, ma il sogno di uguaglianza e libertà rimane, e piu' che mai ha bisogno di pensieri positivi e una vista a largo spettro del mondo,