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Sociale 18 settembre 2007 · lettura 1 min · 885 letture

Il mio ”68”

E
Emilio 5 poesie pubblicate
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Compagni! Era questa la parola magica che inebriava i nostri cuori Con le nostre bandiere rosse al vento cantavamo le canzoni della libertà e della speranza ”Gli espropriatori saranno espropriati” Diceva Marx E noi progettavamo un mondo senza più classe sociali fatto d'amore e di fratellanza ”Tutto il potere al popolo” Diceva Lenin E noi sognavamo la fine di tutte le ingiustizie di tutti gli sfruttamenti Poi Una sera di un lontano novembre una sera senza stelle a Berlino crollo il muro e con esso crollarono anche le nostre illusioni Fiumi di persone affamate e desiderose di libertà si riversarono nelle nostre città nei nostri paesi nei nostri cuori Addio! Sogni di giustizia Addio! speranze di uguaglianza La realtà uccise i nostri ideali Che cosa è rimasto di quel tempo? Una parola Ormai vuota e priva di significato Compagni
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Commenti (1)

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M
Maria Francesca18 settembre 2007

Bellissima, la sento mia, ma il sogno di uguaglianza e libertà rimane, e piu' che mai ha bisogno di pensieri positivi e una vista a largo spettro del mondo,