Fili di rimozione
Erano fili di rimozione, le mani
su polsini, bordi e fibre, trame
da lasciare alle preghiere e poi partire.
Ampio è l'universo - diceva Marta stanca -
esco dalle asole prima che invecchi il dentro
scuoto le pieghe e il dopo è tempo sulle braccia.
Ma quando lo sporco non si sottrae ai palmi
è struggimento del tempo primo
anche se era obliqua misura d'orizzonte.
Torna, dunque, Marta e adesso è luogo
di corde e cortine mosse da aria senza suoni:
talvolta, si ripete, siamo bianco di lenzuoli.
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Commenti (3)
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Maria Luisa Bandiera16 maggio 2016
Bello lo stile e bella la poesia che quasi come un racconto fa leggere in una perfetta musicalità, piaciuta ed apprezzata molto! Complimenti.
Ausilia Giordano20 maggio 2016
Ottimamente stilata. Immagini nitide di ogni atto del "fare il bucato". Senza suoni, ma Marta non dovrebbe parlare, però. Comunque egregia. SF
a
andrea ristori22 maggio 2016
Ciò che mi colpisce, oltre al perspicuo ermetismo dei versi, è la rima occulta della prima strofa.

